Istituto Bassano Cremonesini per disabili psichiche
Eccellenza e specializzazione nella cura delle persone con disturbi del neuro-sviluppo
Oltre l’Assistenza: L’Istituto Bassano Cremonesini Trasforma la Riabilitazione in Recupero Funzionale
L’Istituto Bassano Cremonesini per disabili psichiche una fondazione storica in Lombardia dedicata alla cura di disabili psichiche, sta evolvendo il suo approccio riabilitativo. Partendo da una solida tradizione, l’istituto abbraccia ora l’innovazione, introducendo metodi non convenzionali e tecnologia avanzata come la realtà virtuale immersiva. L’obiettivo è superare le sfide poste da patologie complesse, incrementando le abilità psicomotorie e cognitive e stimolando la motivazione dei pazienti, per un recupero funzionale stabile e duraturo.
l’Istituto Bassano Cremonesini per disabili psichiche è attualmente una delle maggiori strutture presenti in Lombardia contenente una R.S.A. con capacità ricettiva di n°180 posti letto ed una R.S.D. con capacità ricettiva di n°140 posti letto. Dal 2004 è Fondazione senza scopo di lucro con natura giuridica privata.
La sede dell’Istituto si estende su una superficie di 23.000 mq con un nucleo centrale porticato, che conserva ancora l’antica Struttura del “Castello”, baluardo difensivo dei diritti territoriali e commerciali bresciani contro la vicina Cremona. Le origini risalgono probabilmente al secolo XII. Il Fondatore dell’Istituto, Mons. Bassano Cremonesini, lo acquistò il 06 febbraio 1900 dalla contessa Costantina Borromeo e nell’anno 1901 annunciò la costituzione di un nuovo Istituto di Beneficenza. Il 14 dicembre 1911 l’Istituto venne riconosciuto giuridicamente con Decreto reale quale Ente Morale.
L’inevitabile trasformazione nel tempo con ampliamenti, ristrutturazioni costanti e modellamento delle linee guida organizzative ha consentito sempre più di dar valore alla Mission rivolta a garantire, nel rispetto dell’individualità, della riservatezza e della dignità della persona, una qualità di vita elevata considerando nel loro insieme i bisogni fisici, sociali e psichici delle persone ospitate. Accanto all’assistenza qualificata e continuativa, vanno valutati i poliedrici interventi riabilitativi proposti miranti allo sviluppo, all’integrazione e alla canalizzazione funzionale delle abilità fisiche, psico-motorie e cognitive. L’Ente offre numerosi spazi attrezzati quali due palestre, una piscina, numerosi laboratori, una saletta di musicoterapia e una Sensory Room.
L’Istituto ha una forte radice tradizionale, fondamentale per la conservazione dei valori Etici e per il mantenimento della cura alla persona completa e di alta qualità. L’apertura progressiva alle innovazioni con la trasformazione dei metodi di lavoro porta già in sé un’importante sfida, perché scioglie rigidità di pensiero in ambienti in cui l’assistenza ed il supporto caratterizzano il quotidiano, ma in cui la riabilitazione è ancora delegata a figure tecniche. La sfida diviene ancor più significativa se si considera la complessità psicopatologica delle ospiti, che consente spesso solo iter di compensazione dei segni, di rallentamento dell’involuzione. L’obiettivo che ci stiamo ponendo è di incrementare in modo stabile le abilità psicomotorie e cognitive, recuperando capacità silenti, ma soprattutto elicitando nuove abilità in pazienti adulti e cronici. Passare dai contesti terapeutici facilitanti, come quello virtuale, al mondo reale sarà il nostro futuro impegno.
Un iter riabilitativo per poter indurre trasformazioni sostanziali e durevoli in un paziente generalmente con patologia psichiatrica o neuro-psichiatrica ha bisogno di costanza partecipativa su tempi molto lunghi. L’uso di modalità non tradizionali è iniziato qualche anno fa con l’attivazione di progetti strutturati evoluti che potessero sollecitare più funzioni motorie, psicomotorie e relazionali contemporaneamente, che avessero obiettivi progressivi e che creassero nuove aspettative nel paziente. Uno di questi riguardò la creazione di una squadra di pallavolo integrata, attualmente impegnata in circuiti agonistici. I metodi innovativi inducono curiosità garantendo l’aggancio, consentono il mantenimento dell’attenzione durante il processo riabilitativo e creano desideri e motivazioni.
“Per capire meglio il mondo che ci appartiene si deve imparare ad esplorare. Si parte immaginando qualcosa che non esiste, si sente crescere dentro un’onda che esige evoluzione. Ancor più intense sono le emozioni che si aprono, quando con tenacia si cala l’idea in un progetto.
Ogni neurone stimolato, ogni esperienza virtuale, ogni dato raccolto… è un passo verso una nuova comprensione di chi siamo e di chi potremmo diventare.”
Nel 2024 viene creato un angolo virtuale all’interno della saletta fisioterapica in area riabilitativa. Per un anno sono state valutate pazienti con differenti patologie psichiatriche in anamnesi e pazienti in doppia diagnosi. I sistemi utilizzati sono stati “Nirvana” con impostazione di obiettivi psico-motori e neuro-motori e “Baiobit Cognitivo” con obiettivi relativi alla sollecitazione di funzioni cognitive superiori in donne adulte con patologia psichiatrica e/o con ritardo mentale. Gli operatori coinvolti sono stati principalmente Fisioterapisti ed Educatori. Attualmente sono ufficialmente programmati nei piani individuali numerosi percorsi riabilitativi, che risultano molto efficaci ed è in corso un progetto studio.
Abbiamo scelto BTS perchè propone programmi di realtà semi-immersiva senza utilizzo di visori, inadatti e pericolosi se utilizzati su pazienti psichiatrici. I contenuti, modulati anche per ambienti pediatrici, risultano idonei in quanto sufficientemente intuitivi anche in presenza di disabilità intellettiva moderata e doppia diagnosi.